PRIMA PARTE INTERNET E LA SCUOLA CAPITOLO QUATTRO I PRIMI DIECI PASSI
Ora che avete a disposizione il veicolo (il computer) ed avete controllato olio, gomme e acqua siete quasi pronti per la conquista del ciberspazio. Prima di lanciarvi, e soprattutto se avete ancora dubbi, remore e paure, sarà opportuno dare unocchiata alle Leggi della Telecomunicazione formulate nel 1995 da Merle Marsh.1
Ed ecco allora i primi dieci passi da compiere per trasformarvi in navigatori provetti.
1. Email Come ogni abitazione ha un indirizzo postale che consente al postino di identificare con precisione dove consegnare corrispondenza e pacchetti, anche su Internet ogni individuo o ente pubblico o privato ha un proprio indirizzo per consentire la consegna di pacchetti di informazioni in una varietà di formati: testo, foto, grafica, audio e video. L'indirizzo email è composto di tre parti:
Il carattere @ 1 (in inglese pronunciato "at", in italiano "chiocciola" o "chiocciolina") è l'aspetto piú distintivo di email. Tutti, e in special modo i computer, sanno che la presenza di questo carattere in un pacchetto di informazioni in un determinato formato è inequivocabilmente un indirizzo email. La parte
che precede il carattere è il cosiddetto username (1),
il nome dell'utente, cioè il nome che vi siete scelti.
Può essere il vostro vero nome, un nomignolo o una
sigla. Capita spesso che il nome che vorreste usare --
soprattutto se vi chiamate Mario Rossi-- sia già
occupato da un altro utente, al che non vi resta che
trovarvi un altro nome. A differenza del portalettere, il sistema di consegna di email non tollera alcun errore o imprecisione: basta una lettera sbagliata o una virgola al posto di un punto per impedire ad un messaggio di arrivare a destinazione. Fate molta attenzione all'accuratezza. Per esempio è facilissimo scambiare una lettera "O" con "0" (zero). I problemi piú grossi sorgono con "l" e "I". Chi sa dire quale dei due è una "L minuscola" e quale un "i maiuscola"? Se l'indirizzo è scritto con un tipo particolare di carattere, alla confusione " l - I " aggiungete pure il numero 1 e sarete nel marasma piú completo. Altri problemi di "sintassi": scambiare il trattino con la sottolineatura ( - _ ). Il consiglio è di scegliersi un nome evitando questi caratteri. Se dovete scrivere il vostro indirizzo email a mano, è bene che lo scriviate in stampatello maiuscolo. Anche chi è non è collegato a un provider può procurarsi un indirizzo email personale completamente gratuito utilizzabile in ogni angolo del globo. L'unico requisito è di avere accesso ad un computer collegato a Internet, a scuola, al lavoro, a casa di un amico, in biblioteca o in uno dei mille "Internet café" che stanno spuntando ovunque. Per crearsi un email gratuito bisogna registrarsi in un sito Web che offra questo servizio ed il gioco è fatto. Tra i siti piú conosciuti dove creare la propria email troviamo www.yahoo.it, www.virgilio.it, www.hotmail.it (piú avanti spiegheremo come come si accede a questi siti).
2. Gli indirizzi Internet
Gli indirizzi di Internet si chiamano URL, iniziali di Uniform Resource Locator. L'URL si trova nella parte alta dello schermo del browser, nella finestra chiamata linea indirizzo (address line). Anche qui valgono le stesse raccomandazioni di accuratezza che per email. Basta una lettera sbagliata per bloccare l'accesso. Oltre ai caratteri già indicati, nel Web è bene fare attenzione alle barre ( \ /) ambedue usatissime . Alcuni siti Web sono a "sensibilità carattere", cioè fanno distinzione tra maiuscole e minuscole (in genere sono quelli che usano i sistemi operativi Unix), mentre altri, piú tolleranti non si curano della differenza e interpretano le lettere senza discriminare.
Le componenti essenziali di un URL completo sono quattro:
(1) Ogni pagina di Internet inizia con http:// (HyperText Transfer Protocol) e segnala ai computer interessati al collegamento quale tipo di protocollo (linguaggio informatico) devono usare per comunicare. Altri protocolli supportati da Internet, usati quasi esclusivamente dai tecnici informatici sono ftp, gopher, news, telnet, wais. (2) www indica che la pagina si trova sul Worl Wide Web, cioè una delle componenti di Internet. La tecnologia di oggi consente in molti casi di omettere questa parte senza compromettere i risultati della navigazione. Troverete infatti sempre piú frequentemente indirizzi privi del prefisso www, tanto che è prevedibile che prima o poi sia destinato a sparire. (3) La terza parte cnn è il dominio, cioè il nome proprio del sito. Il dominio è di proprietà di chi lo ha registrato presso le autorità di Internet [http://www.networksolutions.com], in questo caso la CNN, la TV americana che trasmette notizie non-stop. Il dominio dà il nome anche al server su cui si trova installato. Chiunque può registrare un dominio, basta che il nome sia originale e non sia già stato opzionato da altri. In genere è il provider a fornire questo servizio anche se non toglie che possiate registrarlo direttamente per conto vostro presso Networksolutions.com o altri servizi simili [http://www.internic.net]. (4) La parte conclusiva com è il suffisso noto come "designatore di dominio" che ne rivela la sua natura. Il suffisso gov è riservato alle entità governative americane; com indica un dominio commerciale; org è per le associazioni o organizzazioni non a scopo di lucro; edu designa siti dedicati all'istruzione, quali scuole e università; net identifica siti che hanno a che fare direttamente con Internet, quali provider, programmatori e simili. Vi sono poi altri designatori che servono ad indicare i vari Paesi in cui ha origine il sito. Per l'Italia il designatore è it, anche se ciò non impedisce ad un entità italiana di scegliersi com o edu come proprio suffisso. È anche possibile che un sito abbia sia il suffisso nazionale che quello generale [www.nomesito.it.com]. Recentemente la ICANN [http://www.icann.com] l'ente non-profit che governa la creazione di domini ha approvato l'introduzione di dozzine di nuovi designatori per funzioni specifiche, quali biz per il commercio online, museum per i musei e name per i siti strettamente personali. Il dominio è come un appartamento con dozzine di stanze. Immaginate di dover dare le direzioni a qualcuno che non è mai stato a casa vostra perché vada a prendere una foto che conservate nella copertina di un libro sullo scaffale della libreria nel salottino della televisione. Ovviamente non è sufficiente dirgli che abitate in via San Bartolomeo 4. Dovrete aggiungere tutta una serie di informazioni. Nell'URL queste informazioni vengono fornite dai suffissi che seguono il designatore di dominio. La stringa di suffissi che appare nella linea dell'indirizzo a volte è chilometrica e in teoria può procedere all'infinito. L'URL [http://www.cnn.com/2001/TRAVEL/NEWS/07/31/presidioplans.ap/index.html] per esempio vi porta nel sito di CNN, cartella dellanno 2001, sottocartella viaggi e turismo, sottocartella notizie, sottocartella 31 luglio, ed infine sottocartella presidioplans.ap in cui si trova il documento index.html.
3.
Navigare sul Web L'ipertesto e i link Ora che avete inserito l'URL nella linea indirizzo, cliccate con il mouse su Vai a sinistra della linea-indirizzo e sullo schermo vi apparirà la pagina di apertura (homepage) del sito prescelto. Poiché il sito è certamente composto da piú pagine, per spostarvi da una pagina all'altra dovrete cliccare sui link. I link -- letteralmente collegamenti o anche anelli della catena, sono gli strumenti che danno vita al leggendario ipertesto, cioè la possibilità di saltare istantaneamente ad un'altra pagina dello stesso website o ad un altro website con un click del mouse. Qualsiasi parte di una webpage, testo o immagine, può essere programmata come link. Il link-testo in genere è facilmente identificabile sullo schermo in quanto consiste in una o più parole sottolineate, soolitamente di colore blu. I link-immagine non sono immediatamente identificabili ma per verificare basta collocarvi sopra il cursore, cioè la freccetta mossa dal mouse. Quando questa si trasforma in una manina con l'indice puntato, siete in presenza di un link (lo stesso accade passando il cursore su link-testo). Cliccate e scoprirete dove vi porta. Indietro / Avanti. La barra di navigazione del vostro browser contiene due link incorporati, rispettivamente il pulsante "Indietro" e "Avanti". Questi funzionano linearmente un passo per volta lungo la catena di pagine che avete visitato . "Indietro", come potete intuire, vi riporta indietro passo per passo sino al punto di partenza. Dopo essere tornati indietro se cliccate "Avanti" vi riporta passo per passo al punto in cui avete iniziato la retromarcia. Quando tornate indietro di una pagina, scoprirete che il link-testo che avete cliccato ha cambiato colore (di solito sono rosso scuro). Ciò consente di riconoscere immediatamente i link che avete già cliccato.
Segnalibro. Gli indirizzi Internet a volte sono complicati e impossibili da ricordare. Quando avete scoperto un sito che vi interessa e volete conservarne l'indirizzo automaticamente, basta cliccare il pulsante "Preferiti" nella barra di navigazione. Questo in Internet Explorer, mentre in Netscape la funzione si chiama "Segnalibro". Seguite le istruzioni per creare una scorciatoia che collocherete nella relativa cartella. All'interno della cartella /Preferiti/ è possibile creare diverse sotto-cartelle in cui raccolglierete le varie scorciatoie per argomento. Se volete aprire il sito che avete memorizzato cliccate la cartella /Preferiti/, scendete lungo la lista dei siti memorizzati e cliccate sulla scorciatoia di quello che volete aprire.
4. I messaggi-errore Riconoscere e risolvere gli errori piú comuni Come tutte le tecnologie, soprattutto quelle sperimentali, anche Internet presenta la sua bella dose di imperfezioni. La maggior parte dei problemi si risolvono facilmente, mentre altri richiedono l'intervento di uno esperto. I tre problemi piú comuni incontrati da un cibernauta sono: - La pagina non esiste. Cliccate su un link, o digitate l'URL nell'apposito box ma la pagina non si apre. Al suo posto appare un messaggio che vi dice che la pagina non esiste. A volte si tratta semplicemente di un problema di "sintassi". Se il link che avete cliccato non contiene l'esatto URL, il collegamento non è possibile. Lo stesso accade se siete voi a commettere un errore nel digitare lindirizzo. - La pagina non si apre. In questo caso molto probabilmente il server è sovraccarico e non può accettare un altro collegamento. Succede anche quando sono le linee ad essere intasate, anche se lo specifico server è libero. L'unica soluzione è aspettare che il traffico diminuisca. - Compatibilità. I siti Web in genere sono programmati con tre tipi di linguaggi, HTLM, JavaScript e Java. Alcuni contengono anche script avanzati per funzioni interattive in altri linguaggi. Se avete una versione obsoleta del browser, questo non sarà in grado di leggere le funzioni piú avanzate e riceverete un "error message". La soluzione consiste nel procurarsi una versione aggiornata del browser scaricandolo gratuitamente dal Web.
5. Le risorse gratuite Abbiamo accennato alla possibilità di avere un proprio indirizzo email senza abbonamento a un provider. Si tratta di servizi email offerti da siti Web specializzati. Tra i più completi è probabilmente yahoo.it, che oltre al programma email, vi permette di creare tutta una serie di strumenti quali l'agenda degli appuntamenti, la rubrica degli indirizzi ed il taccuino in cui scribacchiare appunti. Le istruzioni su come procurarsi un indirizzo email presso yahoo.it, si trovano nellAppendice in coda al volume. Website gratuito Chiunque può procurarsi spazio gratuitamente su di un server per crearsi la propria homepage. Il pioniere di questo tipo di servizio di webhost (to host significa ospitare) è geocities, seguito da moltissimi emulatori, tra cui tripod e fortunecity di cui esistono anche le versioni italiane. Per riservare il proprio spazio presso un webhost basta registrarsi. Dopodiché con calma potrete realizzare le vostre webpage e collocarle in orbita. In cambio di questa generosità, accanto al vostro materiale il webhost infila sullo schermo del computer striscioni e messaggi pubblicitari sui quali voi non avrete alcun controllo. Vale comunque la pena. Le istruzioni su come realizzare un sito gratuitamente si trovano nellAppendice in coda al volume.
Chat,
forum, instant messanger.
6. Motori di ricerca I motori di ricerca La natura spontanea e filosoficamente anarchica di Internet lo rende simile ad una gigantesca biblioteca in cui ciascun autore sceglie il numero di catalogo da dare al proprio libro (l'URL), lo scaffale dove piazzarlo (il server) e dove, dulcis in fundo, non esiste un catalogo generale. In queste condizioni un povero lettore che si avventurasse in questa Babele sarebbe destinato alla disperazione piú nera. Per ovviare a questo inconveniente sono nati i motori di ricerca (search engine) cioè dei programmi che scrutano dentro i server su cui sono collocati i vari siti e ne trascrivono gli URL in giganteschi cataloghi. Quando fate una ricerca, basta inserire la parola voluta (piú o meno come sfogliare i cataloghi cartacei per soggetto in ordine alfabetico) e il motore di ricerca crea un elenco delle pagine che contengono i termini dati, con relativi link. Vi sono numerosi motori di ricerca e si calcola che ciascuno di essi copra al massimo il 20% delle pagine pubblicate su Internet. I piú diffusi sono disponibili in numerose lingue straniere.
I motori di ricerca italiani piú conosciuti sono:
Esiste un secondo tipo di motore di ricerca chiamato meta-motore (meta-search engine). Si tratta di programmi che compilano le informazioni estratte dai cataloghi di piú motori di ricerca (ricordiamo che ciascun motore copre al massimo solo il 20% del Web) eliminando i doppioni. I maggiori meta-motori sono:
I metodi principali per condurre una ricerca sono sostanzialmente due. 1) Il primo metodo è la ricerca per parole-chiave. Nella pagina di apertura troverete un text-box, una finestrella, nella quale inserire parole o frasi che volete ricercare. Molto utile nelle ricerche alla cieca, questo sistema diviene ingovernabile se la parola che cercate è molto comune. Per esempio se inserite "Manzoni" il risultato saranno migliaia e migliaia di link a documenti in cui è presente la parola, incluso Dimarco Floricultura con il negozio in via Manzoni a Sassari e che s'è fatto la sua Webpage. L'inconveniente si supera usando le funzioni di ricerca avanzata che variano leggermente da motore a motore. L'ideale è di imparare ad usare bene almeno un motore per sfruttarne al pieno tutta la potenzialità. Stando ai giudizi il piú sofisticato ed allo stesso tempo facile da usare è Google, basato su di un logaritmo d'avanguardia che gli permette di elencare i vari siti in ordine gerarchico di rilevanza. Siete curiosi di sapere se per caso il vosto nome appare su Internet? Basta digitare nome e cognome nel text-box. Scoprirete così anche se avete omonimi di lustro. 2) Il secondo metodo consiste nella ricerca per categoria: con l'eccezione di Google nella pagina di apertura i motori di ricerca elencano tutta una serie di categorie, da "Arte e Spettacolo" a "Affari" a "Scienze", etc. Cliccando via via i vari link ci si avvia lungo una catena di sottocategorie fino ai link che portano ai documenti veri e propri
7. Scaricare e usare le immagini di Internet Procurarsi e usare immagini e foto da Internet Internet in formato testo è in vita dal 1969. Ma solo a partire dalla fine degli anni '80 con l'introduzione del primo browser grafico, Mosaic, sullo schermo del computer di casa arrivano anche le immagini. La differenza tra browser testuale e grafico è un po' come quella tra radio e televisione. Un'immagine vale piú di mille parole (lo disse già Leonardo da Vinci) e consente di afferrrare un concetto in modo molto piú rapido. In secondo luogo, è piú facile ricordare informazioni grafiche che testuali o foniche. Con le risorse a disposizione su qualsiasi computer è possibile per chiunque creare documenti che assomigliano a veri e propri libri illustrati o a rotocalchi. Le famose "ricerche" che gli studenti redigono estraendo materiali dalle encliclopedie possono essere rese visualmente piú attraenti corredandole di immagini. Nei computer con Windows è integrato il programma grafico Paint che si trova nella cartella /Accessori/. - Scaricare le immagini. Una volta trovata l'immagine che vi interessa, collocatevi sopra la freccetta del mouse e cliccate il tasto destro del mouse. Si aprirà un menu con varie opzioni. Tenendo premuto il tasto portate la freccetta su "Salva", quindi rilasciare il tasto. Si aprirà una finestra-dialogo che navigherete per collocare l'immagine nella cartella prescelta sul vostro disco fisso. Una volta immagazzinata la potrete integrare in documenti Word o usare nella creazione delle vostre homepage personali. - Tipi di immagine (formati). Sono due i principali tipi di immagini visualizzabili sul Web, identificabili dal suffisso (extension) che appare dopo il titolo. Il formato gif si presta ai disegni e alla grafica. Ha meno colori, ma è anche molto piú leggero e veloce da scaricare. Il formato jpg o jepg si presta maggiormente alle foto, ha milioni di colori ma ha dimensioni molto maggiori e di conseguenza richiede piú tempo per la visualizzazione online. Un terzo tipo, bmp, lo standard iniziale di Windows, produce immagini dettagliatissime ma di dimensioni enormi (in termini di memoria) e raramente viene usato per il Web. Altri formati, tif, pict, pdf, eps sono visualizzabili generalmente solo da programmi grafici e non sono supportate dal Web. I principali programmi grafici, quali Photoshop o Print Shop Pro, possono agevolmente trasformare le immagini da un formato all'altro. - Repertori di immagini. I principali motori di ricerca hanno funzioni di ricerca avanzata esclusivamente per le immagini pubblicate sul Web. Se cercate l'autoritratto di Leonardo o un tramonto tropicale, inserite la descrizione nel text-box e si aprirà una pagina con dozzine di immagini in formato diapositiva. Alcune di queste immagini sono coperte da copyright ed il loro uso è consentito solo su permesso. Google [http://www.google.com/imghp?hl=en&ie=UTF-8&oe=UTF-8&q=] Altavista[http://www.altavista.com/sites/search/simage]
8. Scaricare programmi e plug-in Risorse
tecniche in rete: i plug-in I plug-in piú diffusi sono: - Adobe Acrobat Reader. Serve per visualizzare i documenti in formato pdf, il piú usato per pubblicare in rete per testi molto lunghi (documenti legali, libri, etc). [http://www.adobe.com/]. - RealPlayer. È uno dei formati audio e video piú diffusi. Consente anche di immagazzinare in menoria sul vostro computer canzoni e musica scaricata da Internet. [http://www.real.com/] - QuickTime. In assoluto il miglior video plug-in. L'unico problema è che su certi computer entra in conflitto con altri programmi di Microsoft e può causare "schianti" (crash), cioè il blocco temporaneo del computer (per risolvere uno schianto basta spegnere e riaccendere). [http://www.apple.com/quicktime] - Micromedia Flash. Il Web negli ultimi anni si è arricchito di effetti speciali a animazioni video scritti in linguaggio Java. Flash consente la visualizzazione di queste animazioni che non hanno assolutamente alcun valore funzionale, sottraggono memoria e allungano enormente i tempi di accesso alle pagine. Ma a tanti piacciono. [http://www.macromedia.com/downloads/] Programmi gratuiti (freeware) e a pagamento (shareware) Internet offre anche migliaia di programmi gratuiti per dozzine di applicazioni, chiamati freeware. Vi sono programmi di email, di grafica, di scrittura, di traduzione, per la contabilità, giochi e così via. Inoltre, i programmi a pagamento, chiamati shareware, offrono di solito un periodo gratuito di prova dopo di che si autobloccano e per riattivarli è necessario acquistarli. Alcuni siti raccolgono tali programmi e li mettono a disposizione. Tra i piú frequentati dai cibernauti di lingua inglese [www.tucows.com] e [www.cnet.com]. Sono dei bazar in cui troverete letteralmente di tutto. Dopo aver trovato il programma che fa per voi, cliccate "download" e scaricatelo sul vostro disco fisso. Alla fine del procedimento, cliccate sull'icona "setup.exe" per installarlo.
9. Valutare le informazioni di Internet In che cosa consiste la qualità di un sito Web In un'era come la nostra in cui tutto è tecnologizzato, computerizzato e controllato, Internet è, paradossalmente, un luogo senza controlli e senza leggi. Chiunque può diffondere qualsiasi tipo di informazione, falsa o erronea che sia senza subirne conseguenze. Niente e nessuno può impedire ai vostri nemici, se ne avete, di creare un sito Web su di un server in Papua Nuova Guinea e da lì diffondere calunnie sul vostro conto. (Se per caso avete aderito ad una raccolta di firme online per qualsiasi causa, dalla protesta antiglobalizzazione alla petizione per il salvataggio degli Orang Utan del Borneo, sappiate che con ogni probabilità esiste un Website che ha raccolto questa adesione e l'ha resa visibile a chiunque si colleghi online). Numerosi siti contengono informazioni non solo false o pericolose ma addirittura illegali, riguardanti per esempio la fabbricazione di esplosivi o di droghe sintetiche. Vi sono almeno sei criteri di analisi della qualità di un sito: - Contenuto. Informazioni incomplete, erronee e obsolete. In alcuni casi le informazioni sono volutamente e fraudolentemente false. - Architettura (struttura e organizzazione). Vi sono siti astrusi da navigare simili al ginepraio di vicoli e viuzze di un centro storico medievale in cui un assessore all'urbanistica impazzito si sia divertito a seminare a casaccio sensi unici, sensi alternati e divieti d'accesso. In alcuni casi le informazioni sono così ben nascoste che viene da chiedere se per caso non siamo vittime di uno scherzo di carnevale. I siti ben organizzati, al contrario, oltre ad avere una struttura comprensibile e trasparente, offrono anche una pagina mappa del sito (site map) con un elenco di tutti i documenti contenuti e una spiegazione dei collegamenti interni tra pagine. - Autore. Per autore si intende l'individuo o entità (pubblica o privata) che si assume la responsabilità del contenuto del sito. I siti di cui l'identità dell'autore è dubbia sono da prendersi con le dovute cautele. - Aggiornamenti frequenti. I siti ufficiali delle società di solito recano nella prima pagina la data del piú recente aggiornamento, un dato molto utile nel caso di informazioni suscettibili di obsolescenza. - Link a altri siti e altri riferimenti. Un sito ricco di link denota la cura con cui è stato realizzato. I link servono ad integrare le informazioni fornite o a convalidarle. - Comunicazioni-interattività. Gli autori di siti ufficiali di solito forniscono un indirizzo email per chiedere chiarimenti e spiegazioni o per riportare "bachi" (cioè errori che impediscono di visualizzare il sito) presenti nel sito stesso. I piú frequenti sono i link che non portano da nessuna parte.
10. I lati oscuri di Internet Imparare a conoscere i rischi per difendersi Internet riflette la società in tutti i suoi aspetti, inclusi quelli deteriori e piú deleteri, in special modo per i giovani. Gli educatori in particolare hanno la responsabilità di tenersi al corrente dei rischi di incappare in materiali illegali, osceni, di propaganda razzista o comunque incompatibili con la missione educativa. Allo stesso tempo i pericoli potenziali non devono costituire un freno alla curiosità intellettuale stimolata da questo mezzo. Pertanto è imperativo avvalersi dell'assistenza di esperti del ramo per mettere in pratica misure di prevenzione e difesa adeguati. Tra i problemi principali presentati dall'uso di Internet accenneremo a quelli di maggior rilievo. - Siti con materiale "ripugnante". Come qualsiasi edicola, anche Internet ha la sua collezione di pubblicazioni che genitori ed educatori preferirebbero non finissero nelle mani dei giovani. Basta una piccola distrazione nel battere un indirizzo ed anche ai bene intenzionati può capitare di finire senza volerlo in un sito pornografico o di propaganda razzista e xenofoba che incita alla violenza contro i "diversi". Questa è spesso l'esperienza di chi cerca il sito ufficiale della Casa Bianca, sede della presidenza americana, il cui indirizzo è www.whitehouse.gov. Un errore comunissimo fa sì che l'utente usi una extension errata e finisca dentro un sito pornografico con lo stesso nome. - Chat e "luoghi di ritrovo" online. Tra i problemi piú noti di Internet vi è quello degli adescamenti di adolescenti e bambini che avvengono nelle chat room. Dietro falsi coetanei si possono nascondere adulti privi di scrupoli. L'unica protezione in questo caso è di informare i giovani dei rischi che corrono, e soprattutto di insegnare a non accettare mai di incontrare di persona individui conosciuti online. - Virus. Si propagano soprattutto per via email all'inteno degli allegati. Gli allegati sono documenti, immagini, video, audio e programmi che non fanno parte del corpo del messaggio, ma, come dice la parola, sono allegati ad esso. Per aprirli è necessario cliccarli. La regola numero uno è di non aprire mai gli allegati che vi arrivano senza preavviso. Anche messaggi da parte di conoscenti possono contenere dei virus a insaputa del mittente. Per chi abbia un po' piú di esperienza con i computer, raccomanderemo di non aprire mai gli allegati con estensioni .exe, .pif, .dat, .bat. Un altro veicolo di infezione sono i file che si scaricano da Internet di provenienza dubbia. La prima linea di difesa è l'acquisto e installazione di programmi antivirus che filtrino tutti i messaggi in arrivo e scartino automaticamente quelli infetti. Poiché gli hacker fabbricano sempre nuovi virus, è importante aggiornare costantemente il programma antivirus, un po' come si fa con le dosi di richiamo dei vaccini. Lantivirus più diffuso è Norton, che si può acquistare anche direttamente via Internet presso [http://www.symantec.com/]. - Diritti d'autore. Il controllo della proprietà intellettuale sul Web è estremamente lasso. Ciò non toglie che soprattutto gli educatori abbiano una responsabilità primaria nel rispettare il codice d'onore dei diritti d'autore. Immagini, testi, musica ed altri materiali non possono essere copiati ed utilizzati senza l'autorizzazione del detentore del copyright. Nel caso il materiale non sia chiaramente coperto da copyright, la norma richiede che ne venga sempre citata la fonte.
NOTE 1. Marsh, Merle, Ed.D., Everything you Need to Know (But Were Afraid to Ask Kids) About the Information Highway Palo Alto: Computer Learning Foundation, 1995. 2. Da recenti ricerche, pare che il simbolo @ sia stato inventato da mercanti senesi nel medioevo per indicare il costo unitario di un determinato prodotto, ad esempio 10 chili @ 1 al chilo.
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