SECONDA PARTE

 

A SCUOLA CON INTERNET - GUIDA PRATICA

 

CAPITOLO 6

 

 

CHAT E BULLETIN BOARD

 

 

Chat e Bulletin Board (questi ultimi chiamati anche bacheca elettronica o forum) sono ulteriori strumenti di comunicazione tra gli utenti di Internet, con usi distinti che ne rispecchiano specifiche proprietà. Non ci stancheremo mai di ripetere che l’introduzione di questi, come di altri strumenti tecnologici, ha come scopo primario quello di rendere gli studenti sempre più responsabili del proprio apprendimento, facendone lentamente dei “partner” veri e propri dell’insegnante, invece che riottosi avversari.

 

Per prima cosa va chiarito che ambedue le funzioni oggi sono accessibili tramite il Web, per cui per attivarle è necessario lanciare un “browser”, il programma che consente di navigare sul Web.

 

CHAT

Nonostante una certa riserva e molti dubbi, useremo qui la terminologia dominante dell’universo chat. Il verbo ormai comunemente accettato è chattare, le persone presenti in una stanza sono i chattanti. Le chat room sono in genere servizi gratuiti offerti dai più noti portali Web, quali Yahoo e Lycos, che abbiamo già incontrato come fornitori di email gratuita. Le chat room consentono ad un gruppo di persone di “incontrarsi” in ciberspazio per comunicare instantaneamente e simultaneamente. In genere ciò avviene per iscritto, anche se esistono stanze in cui è possibile comunicare a voce o via video. I siti che abbiamo indicato (ma ve ne sono dozzine di altri) elencano le chat room per categoria di interesse, dalla musica alla politica ai film alle “chat libere” dove ognuno parla di quello che vuole senza un argomento prefissato. Una volta entrati nella stanza prescelta, sullo schermo appare una finestra (in inglese “board”, lavagna) in cui, linea per linea, appaiono gli interventi dei presenti. A turno, o a piacimento, chi vuole batte il proprio messaggio sulla tastiera e preme il tasto “enter” per inviarlo al server. Dopo pochi secondi il messaggio apparirà contemporaneamente sullo schermo di tutti i chattanti nella stanza.  Riga dopo riga, intervento dopo intervento, si costruisce un dialogo complesso. Data la natura del mezzo, è bene che gli interventi siano brevi e concisi, al massimo di una o due righe. Di solito le chat room sono luoghi di incontro casual, come un caffè in cui uno entra senza sapere chi incontrerà né di che cosa finirà per parlare. Ma è anche possibile creare la propria stanza, aperta a chiunque capiti di passare di lì, o con accesso limitato a pochi intimi. È ovvio che per i nostri scopi sia preferibile aprire una chat room privata. Una volta staccato il collegamento la stanza sparisce dal server e per riattivarla bisogna “ricrearla”. L’ovvia limitazione nell’uso scolastico del chat è il fatto di richiedere la presenza contemporanea davanti al computer di tutti i membri di un gruppo. Per darsi appuntamento, il metodo più semplice e funzionale è di usare l’email. All’ora prestabilita ci si collega con la chat room e si inizia la conversazione. Come nel caso di email, è bene che l’insegnante stabilisca regole e linee-guida precise in modo da evitare il caos.

Le chat si prestano soprattutto ad esercizi per studenti in grado di gestirsi da soli e di lavorare senza diretta supervisione.

 

Il professore risponde

Più che un progetto si tratta di un “servizio” che il docente può decidere di attivare a sua scelta.  Ad un’ora prestabilita gli studenti interessati entrano nella chat room creata dal docente per chiedere spiegazioni su un argomento di studio. Per il docente l’attività è molto utile per rendersi conto delle difficoltà degli studenti su certi punti specifici che possono richiedere ulteriori spiegazioni in classe.

 

Lo stesso tipo di incontro può avvenire attraverso l’uso di un bulletin board con il vantaggio che, a differenza del chat, questo non richiede la presenza simultanea degli interlocutori.

 

Sconsigliamo vivamente a tutti i docenti di usare l’email per rispondere a dubbi e quesiti degli studenti, pena una valanga di messaggi e messaggini con richieste pressanti di aiuto (naturalmente all’ultimissimo minuto) o pieni di scuse amene per ritardi e catastrofiche sventure.

 

 

Linee-guida generali

  • Formare gruppi di lavoro di 5 0 6 membri al massimo. La composizione del gruppo può essere lasciata agli studenti stessi o decisa dall’insegnante. Soprattutto agli inizi, per far acquistare agli studenti familiarità con tutti i mezzi a loro disposizione, la creazione dei gruppi può essere decisa per email.
  • Ciascun gruppo sceglie un moderatore cui è affidato l’incarico di scegliere l’ora dell’appuntamento chat. Se il progetto è complesso e richiede numerose sessioni chat, è consigliabile fissare un calendario di appuntamenti, invece che decidere volta per volta.
  • Il moderatore si incarica anche di creare la chat room fornendo agli altri membri tutti i dati necessari per collegarsi (sito e nome della chat).
  • Stabilire la durata di ciascuna sessione chat. La durata viene decisa dal moderatore o per consenso dall’intero gruppo.

 

Obbiettivi generali

  • Il chat può essere utilizzato a se stante oppure come strumento di discussione e confronto per l’organizzazione di un progetto o di una ricerca.
  • Date le sue proprietà, la funzione essenziale del chat è di consentire un confronto di idee e posizioni pratiche, con l’obbiettivo di giungere ad un consenso tra i membri.
  • La brevità delle comunicazioni spinge gli studenti all’essenzialità. Il chat usato per questi fini premia la concretezza.
  • Insegna agli studenti a “negoziare” tra di loro e raggiungere accordi per un lavoro in comune. Il fatto di non trovarsi faccia-a-faccia con i compagni elimina i fattori di personalità e la pressione psicologica sui più introversi.

 

Il chat si presta soprattutto a discutere argomenti concreti in vista della realizzazione di progetti che abbiano a che fare con la diretta realtà che gli studenti conoscono bene. Il lavoro di preparazione di un progetto insegna agli studenti ad organizzarsi tra di loro e a dividersi i vari incarichi.

 

PROGETTI CHAT

Gita scolastica

Invece del solito lavoro approssimativo di documentazione su un luogo da visitare (o, visto che siamo in tema di chat, discussione su dove andare in gita), giriamo il progetto di 180° e poniamo che siano degli studenti da fuori a venire in visita alla vostra città (o provincia o regione). Si tratterà a questo punto di organizzare la visita nei dettagli. Ciascun gruppo discute via chat il programma e un itinerario plausibile per i coetanei. Oltre alle obbligatorie visite a monumenti, chiese e musei, gli studenti devono programmare anche i momenti di svago, dallo “struscio” in vasca, allo shopping, alla visita di prammatica al miglior gelataio della città, al giro in vaporetto sul lago (supponendo stiano visitando Como), a un salto in discoteca il sabato sera. Ciascuno studente si incarica di fare da guida per una parte del programma, impegnandosi a ricercare al meglio l’area di propria competenza. I programmi vengono inviati all’insegnante che li ritrasmette ai gruppi via email chiedendo un confronto e una classifica della proposte.

 

Mini olimpiadi

Non si tratta di organizzare i giochi olimpici veri e propri, progetto di dimensioni faraoniche, ma più modestamente di organizzare una presentazione della propria città o regione per la candidatura all’assegnazione di giochi “olimpici” provinciali o regionali, sulla base delle strutture esistenti e delle caratteristiche della zona. Ad esempio, una classe di Bolzano propenderà per le olimpiadi invernali, mentre a Palermo saranno in programma gare di vela e windsurf. La presentazione deve tenere di tutta una serie di problemi logistici, dall’alloggio ai trasporti degli atleti e così via.

 

Cucina

Gli studenti di ciascun gruppo organizzano e cucinano per la classe una cena virtuale ispirata ad un tema specifico, che può essere geografico (cucina spagnola, o greca) o culinario (cena vegetariana, a base di pesce, con soli ingredienti locali). Gli studenti si dividono i compiti: scegliere il menù, compilare le ricette, stendere il budget con i costi, acquistare gli ingredienti e cucinare. Integrato in uno degli esercizi precedenti (gita scolastica o mini olimpiadi) può offrire l’occasione di indagare la cucina tipica locale nei suoi aspetti più tradizionali.

 

Proposte “politiche”

Tanti sono i problemi quante le possibili soluzioni. Riforma della scuola? Immigrazione? Integrazione degli immigrati nel tessuto sociale ed economico? Multiculturalismo? Le stragi del sabato sera? Inquinamento? Molto spesso le discussioni su questi argomenti nelle scuole si rivelano velleitarie e inconcludenti a causa di un insufficiente lavoro di strutturazione. Con il chat gli studenti hanno l’opportunità di incontrarsi e discutere tra di loro con l’obbiettivo di giungere ad un accordo su obbietti concreti. Il compito dell’insegnante è di definire con precisione gli argini entro cui convogliare il lavoro di analisi degli studenti affinché sfoci in una serie di proposte realistiche e soprattutto realizzabili.

 

Giornata di studio

Il concetto di giornata di studio è un contenitore nel quale è possibile versare qualsiasi tipo di contenuto. Il chat serve agli studenti come mezzo di comunicazione per organizzare e dividersi il lavoro. Ciascun gruppo organizza una giornata costituita da conferenze, presentazioni, dibattiti. Per preparare al meglio il pubblico, è opportuno approntare materiali di consultazione, quali dispense, bibliografie, sommari di dati, statistiche e, se necessario, supporti audiovisivi.

 

La giornata di studio può imperniarsi, per esempio, su un argomento di attualità o di particolare interesse, quale potrebbe essere una regione del mondo (in questo momento, per esempio, l’Afghanistan). Ciascun membro si impegna a ricercare in profondità un aspetto (storia, cultura, religione, geografia, lingua, tradizioni, società civile) da presentare nel corso di una conferenza davanti alla classe. Una serie di tali giornate di studio su argomenti simili (ad esempio, i vari paesi del Medio Oriente) consente agli studenti di allargare i propri orizzonti e approfondire le conoscenze confrontando prospettive sulla base di informazioni aggiornate.

 

Tra le varie idee che possiamo suggerire, per rimanere nel campo della realtà immediata, vi è lo studio dell’architettura della propria città, alla ricerca di edifici che riflettano differenti periodi, stili, usi e funzioni. Nel nostro Paese, praticamente ogni città o villaggio presenta stratificazioni architettoniche che spesso partono dal Rinascimento se non addirittura dal Medioevo. Oltre che gli stili, le varietà d’uso, dalle chiese, ai palazzi magnatizi, alle case coloniche, ai “cortili” o alle case di ringhiera possono fornire lo spunto per osservazioni sulle realtà storiche e sociali espresse nelle tipologie di costruzione.

 

Progetti Chat

Sito svedese per progetti chat internazionali

[http://www.pedc.se/esp/chat/]

 

 

 

Crea la tua stanza chat

 

[http://chat.lycos.it/]

 

[http://forums.delphiforums.com/dir-app/chat/]

 

[http://www.myfamily.com]

Oltre a chat, mette a disposizione gratuitamente 5MB di spazio per foto, ricette, e altro.

 

 

 

BULLETIN BOARD

 

Per brevità identificheremo il bulletin board, forum o bacheca elettronica, che dir si voglia, con le iniziali BB. Come abbiamo avuto occasione di notare in precedenza, i BB sono simili al chat. La differenza sostanziale consiste nel fatto che sono “asincroni”, cioè non richiedono la presenza simultanea degli interlocutori davanti al computer. Inoltre, fedeli al nome -- in traduzione -- di “bacheca”, i messaggi affissi oltre ad essere “pubblici”, e come tali visibili a tutti gli utenti, rimangono esposti per un tempo indeterminato. Anche per i BB, esistono sul Web siti specializzati che permettono di creare il proprio spazio gratuitamente.

 

I BB, spesso con il nome di forum sono utilizzati spesso dai siti di giornali e quotidiani. In genere sono organizzati per tema (politica, attualità, sport, o un particolare argomento del giorno). I lettori possono inviare messaggi con le proprie opinioni che verranno poi pubblicati sul sito in una pagina apposita. In sostanza si tratta della tradizionale rubrica delle “lettere al direttore” in cui i lettori hanno come interlocutore il giornale stesso senza interagire tra di loro. Tra i Forum segnaliamo quelli dei alcuni tra i maggiori giornali: Il Corriere della Sera [http://www.corriere.it/], La Stampa [http://www.lastampa.it/redazione/default.asp]. La Repubblica e L’Espresso condividono i Forum gestiti da Kataweb [http://www.kataweb.it/community/forum/].

 

I BB più interessanti, almeno dal nostro punto di vista, sono quelli in cui i visitatori si scambiano idee e informazioni su argomenti di comune interesse. Esiste una quantità infinita di siti dedicati ad un particolare argomento con annesso BB per le discussioni, Tra segnaliamo alcuni BB dedicati alla scuola e agli insegnanti. In questo contesto, i temi di discussione sono generalmente decisi dalla comunità che si è lentamente venuta a formare attorno al BB.

 

Forum giovani per la scuola

 

[http://www.sussidiario.it/forum/]

 

La classe di Irene
[http://kidslink.bo.cnr.it/classe-irene/bacheca.htm]

 

 

Infine, l’ultima categoria, i siti che offrono agl utenti la possibilità di creare BB gratuiti su argomenti di loro scelta.

 

BB gratuiti (Italiano)

 

[http://www.html.it/guida/strumenti/html_01b.htm]

 

[http://www.bongocity.com/myforum/index.asp]

 

[http://www.myfreeforum.net/]

 

[http://www.freeforumzone.com/forumzone.asp]

 

 

Crea il tuo forum

 

[http://forum.clarence.com/cgi-bin/netforum/communities/a/2]

 

 

 

Come funziona un BB didattico

 

Il BB sostanzialmente consente, come una vera e propria bacheca, di affiggere un proprio messaggio visibile a chiunque abbia voglia di soffermarcisi. Inoltre offre la possibilità di “rispondere” al messaggio iniziale, o di aggiungere commenti ai commenti precedenti, di replicare alle risposte ricevute e così via all’infinito. Tutti i messaggi sono rigorosamente conservati e appaiono sullo schermo in forma grafica in un diagramma che assomiglia alla versione high tech di un albero genealogico.

 

 

Schema gerarchico non-cronologico

 

NOME IMMAGINE <<<<<<<<<bb-gerarchico.gif>>>>>>>

 

Nell’esempio qui sopra è riportato lo schema di un’organizzazione gerarchica non-cronologica dei messaggi. Osserviamo la struttura del primo messaggio. Giovanni ed Enrica hanno risposto al messaggio iniziale di Alex. Per fare ciò, ambedue hanno cliccato l’icona del messaggio (il libro.) Se Enrica avesse voluto rispondere a Giovanni invece che a Alex, avrebbe cliccato l’icona corrispondente. Alex ha poi ribattuto ad Enrica. Enrica di nuovo ha risposto ed a questo punto è intervenuta Nadia che ha lasciato un commento all’ultimo intervento di Enrica. Se avesse voluto rispondere direttamente a Alex o a Giovanni, avrebbe cliccato l’icona corrispondente. Il termine gerarchia quindi riflette l’ordine verticale discendente degli interventi. La non-cronologia ovviamente allude al fatto che anche l’ordine verticale discendente non riflette la cronologia di affissione. In qualsiasi momento gli interlocutori possono affiggere un messaggio a qualsiasi livello della catena.

 

La seconda parte del grafico illustra un altro caso di sessione gerarchica non-cronologica. Al messaggio iniziale di Francis rispondono separatamente Luca e Laura. Chiara commenta il messaggio di Laura (avrebbe potuto lasciare anche due messaggi distinti a Laura e Luca). Laura ribatte a Chiara. Francis interviene sul messaggio di Laura e riceve commenti, separati, da Elena, Paolo, Emilia e Giosuè.

Questo tipo di organizzazione (o disorganizzazione) è adeguata alle esigenze di un dialogo aperto (anche dialoghi separati a due all’interno
del generale cicaleccio), sempre restando all’interno di un contesto o tema prestabilito. Ed è infatti importante, nella gestione di un’attività di questo tipo, che gli interventi siano finalizzati al raggiungimento di uno scopo, sia esso una mediazione tra opinioni o un programma di lavoro. Alla fine della sessione gli studenti devono essere in condizione di trarre conclusioni concrete dagli scambi di vedute e informazioni per procedere all’esecuzione del compito assegnato.

 

Con le apposite istruzioni, il docente può richiedere che i vari interventi, seppur in forma gerarchica, siano affissi cronologicamente, in modo che ciascuno abbia un’idea chiara di come si è venuto sviluppando l’argomento in questione.

 

Vediamo ora il caso di uno schema non-gerarchico in cui gli utenti rispondono tutti al messaggio iniziale.

 

Schema non-gerarchico

NOME IMMAGINE <<<<<<<<<<<bb-nongerarchico.gif>>>>>>>>>>

 

 

Ovviamente tutti sono in grado di leggere quanto affisso dagli altri, ma la risposta deve rivolgersi al messaggio iniziale. Le potenzialità di questa struttura sono infinite. Oltre a sollecitare opinioni personali, il docente può servirsene per disseminare istruzioni per un progetto su Internet e per assicurarsi che tutti siano al passo con le fasi dell’attività.

 

 

Progetti “banca dati” (database)

I BB hanno un alto grado di complementarietà con l’email e il chat. Questi ultimi due sono principalmente mezzi di comunicazione immediata da usare per stabilire le procedure da seguire in una ricerca o progetto complesso. Il BB serve soprattutto per porre domande, richieste di aiuto o commenti e infine diffondere i risultati di ricerche e i dati parziali provenienti da ciascun partecipante.

 

Passando ad analizzare in dettaglio alcune applicazioni pratiche dei BB, la prima che ci balza agli occhi è la funzione della raccolta e conservazione di dati. Non esiste campo dell’esperienza umana nel quale non si proceda alla raccolta di dati, per cui le nostre scelte di esempi saranno necessariamente parziali e puramente indicative.

 

1) Repertori linguistici:

  • Influenze vernacolari nel lessico, grammatica e sintassi(stare invece di essere [ci sta una fontana], tenere invece di avere [tengo famiglia], articoli determinativi con nomi propri [la Maria, il Giovanni]);
  • Modi di dire;
  • Metafore e metafore comparative [liscio come l’olio, libero come un uccello, furbo come una volpe]
  • Detti e proverbi. Probabilmente una delle categorie linguistiche più ricca in assoluto, i proverbi si prestano a tutta una serie di catalogazioni (più avanti negli esercizi Web vedremo ulteriori possibilità di sfruttamento).
  • Esempi di burocratese.

 

Prendiamo spunto dall’ultimo caso in elenco, il “burocratese”. Ogni giorno, volenti o nolenti, ci scontriamo con questa realtà cui reagiamo, secondo il momento, con una gamma di risposte che vanno dalla derisione alla frustrazione all’odio cieco. Il burocratese nelle sue incarnazioni più fulgide (“L’esazione del pedaggio si effettua esclusivamente dal lato del conducente”; in America sulle autostrade “PAY HERE”) può offire stimoli inesauribili per riflessioni sull’ideologia della lingua (consigliamo di introdurre questo tipo di attività con la lettura del saggio di Italo Calvino sull’”antilingua”) 1.

 

L’attività di raccolta può partire dalle stesse circolari ministeriali, messe a disposizione dal docente, o dalla miriade di esempi che gli studenti stessi possono raccogliere guardandosi attorno (basta recarsi in un ambulatorio ASL, alla stazione ferroviaria, in biblioteca o in qualsiasi alto ufficio pubblico e dare un’occhiata agli annunci esposti in bacheca). Una voltra raccolti i dati, l’esercizio può aprirsi con una classifica per incomprensibilità, assurdità e incoerenza, o semplicemente comicità involontaria. Dopodiché gli studenti, dividendosi il lavoro a gruppi o individualmente, producono una versione comprensibile dei testi. I risultati, a nostro avviso, dovrebbero essere inviati agli uffici che hanno generato gli obbrobri come “amichevole contributo” di cittadini interessati al miglioramento dei rapporti tra amministrazione pubblica e società. Non aspettatevi che rispondano.

 

 

2) Tradizioni orali

  • Credenze popolari e superstizioni.
  • Leggende metropolitane.
  • Leggende locali legate a personaggi storici o luoghi.

 

Lo spunto per il lavoro di raccolta delle credenze e superstizioni può venire dalla lettura di un testo in cui siano presenti tali elementi. In questo modo, l’attività non parte a freddo, ma emerge come sviluppo logico e conseguente del lavoro curriculare. È fondamentale infatti ricordare che la tecnologia non deve mai essere fine a se stessa, ma deve sapersi integrare intelligentemente e senza prepotenze all’interno del tessuto organico dei programmi scolastici.

 

 

3) Osservazione di fenomeni astronomici.

Basta un buon binocolo ed una mappa astrale per iniziare a diventare cacciatori di stelle. A parte le risorse sul Web, i quotidiani spesso riportano dati astronomici, dalle fasi lunari alla rotazione (apparente) della volta stellare. Con un minimo di pratica è molto facile imparare a distinguere la varie costellazioni e seguire il loro alternarsi.

 

 

4)Territorio

  • Censimento di edifici, parchi, giardini, fontane, statue di personaggi famosi, lapidi a ricordo di avvenimenti o personaggi famosi.
  • Censimento di negozi ed altri esercizi commerciali. Che cosa rivelano sui nostri consumi? Qual è il rapporto tra librerie, negozi di abbigliamento, scarpe, pelletteria, etc.?
  • Uso del territorio urbano e rurale (industriale, commerciale, residenziale, agricolo, terziario).
  • Analisi delle infrastrutture di urbanizzazione, visibili e non (ponti, strade, marciapiede, illuminazione stradale, telefono, segnali stradali, semafori, fognature, condotte idriche, tombini).

 

 

Osservazioni

In mancanza di linee-guida adeguate sulla classificazione, e specialmente di limitazioni sugli oggetti da catalogare, il censimento di manufatti, che può sembrare un lavoretto semplice e banale, può rapidamente trasformarsi in una impresa colossale e impossibile da gestire in modo produttivo. Il consiglio è di iniziare da una zona circoscritta territorialmente (esempio, entro 100 metri dalla scuola o da qualsiasi altro punto di riferimento) scegliendo solo un paio di categorie. Ancora una volta vale la pena insistere su un approccio cauto e progressivo, per evitare passi falsi che possono tradursi in scetticismo o peggio sulla validità di Internet nella didattica.

 

Riportiamo l’esempio di In una scuola elementare del Bronx, a New York, in cui gli alunni di una terza elementare hanno ricercato i coperchi dei tombini del rione, alcuni dei quali risalenti agli anni Venti, riportandone i disegni, l’anno di fabbricazione e il nome della fabbrica. Una domanda di pura curiosità (“chissà se la fabbrica c’è ancora”) ha dato il via ad un’ ulteriore ricerca che ha portato ad identificare i produttori ancora in attività. Dopo vari messaggi è stato organizzata una una gita scolastica con visita alle  fonderie della Pennsylvania, nell’antico cuore siderurgico del Paese, dove gli alunni hanno appreso tutta una serie di nozioni di fisica e chimica sulle proprietà dei metalli e sulla storia di una delle tecnologie più importanti nella storia dell’umanità.

 

 

5) Inchieste e statistiche

Scuola

  • Proposte e opinioni sulla riforma della scuola in generale.
  • Proposte e opinioni su come modificare il programma attuale.
  • i mezzi di trasporto usati dagli studenti [quali mezzi, distanza percorsa, tempo di percorrenza, correlazione tra distanza dalla scuola e performance accademica (?)]; analisi impatto sull’ambiente (consumo medio di motorini e automobili, sulla base di dati scientifici sulla quantità di ossigeno necessario ai motori a scoppio).

 

Coetanei

·         I consumi dei giovani (dischi, libri, divertimenti, giornali, sigarette, abiti, benzina etc.). Considerazioni sociologiche sulla natura dei consumi.

·         Questionario anonimo con risposte del tipo SI/NO su atteggiamenti e opinioni a proposito di fenomeni sociali giovanili (divertimenti, sesso, droga, denaro, aspirazioni).

·         Profilo psicologico anonimo (risposte SI/NO): soddisfazione, disagio, depressione, realizzazione.

·         Rapporti con la famiglia.

 

 

Progetti liberi

Sfida tra le classi potremmo chiamare questo semplicissimo esercizio che ha come obbiettivo di coinvolgere il massimo numero di studenti. Un minimo di dieci classi, delle quali tre o quattro, a turno,  scelgono ciascuna un argomento da discutere su un BB. Per arrivare alla scelta dell’argomento, le classi in precedenza sono state suddivise in gruppi e ciascun gruppo ha presentato ai compagni un BB funzionante imperniato su di un argomento di interesse che abbia attinenza con l’attualità o con un altri temi di discussione seria. Ovviamente il docente avrà diritto di veto su frivolezze quali la Britney Spears o “Grande Fratello”. Attraverso i soliti meccanismi di voto e consenso, ciascuna classe sceglie la proposta più solida ed appronta un BB. A questo punto tutti gli studenti delle classi che partecipano al gioco accedono ai BB e iniziano un dialogo a distanza. Il vincitore sarà il BB con il maggior numero di interventi. Per evitare ovvi “brogli” gli studenti non possono intervenire nel BB della propria classe ma solo in quelli di altre. Ricordiamo che solo una minoranza delle classi a turno prepara i BB, per cui a parte i diretti interessati, il pubblico “votante” è costituito da una maggioranza di persone imparziali.

 

Recensioni. Altri progetti liberi o semi-liberi possono nascere dalla collaborazione tra studenti e insegnante. La classe può organizzare BB a tema, scegliendo per esempio: libri, film, musica, teatro, mostre. In occasioni particolari anche un programma TV di particolare valore (quale?) potrebbe meritare una recensione. Chiunque abbia letto un buon libro o visto un film, è invitato a redigere una breve recensione. Alternativamente il docente può assegnare la recensione ad uno studente, invitando gli altri ad aggiungere le proprie considerazioni. Allargando ulteriormente il concetto, gli studenti possono creare un BB dedicato ai viaggi, nel quale affiggono le loro impressioni su luoghi visitati individualmente.

 

Come vedremo nel capitolo seguente, tutti questi esercizi possono fornire lo spunto per attività che contemplano la creazione di siti Web basati sugli stessi argomenti. Chiaramente sia la metodologia di impostazione che la realizzazione rifletteranno le differenti proprietà dei mezzi impiegati, e vedremo come appunto tali differenze (“il materiale è il messaggio”) comportino una revisione approfondita di numerosi principi della didattica.

 

Ancora una volta ci sembra importante ribadire che quanta più libertà viene concessa agli studenti, tanto maggiore deve essere il controllo degli esiti. Per assicurare che le attività non si traducano in una licenza di ricreazione, è cruciale stabilire degli ordini di marcia chiari e insindacabili, le famose linee-guida, che indicano allo studente il percorso da seguire per ottenere il massimo dei risultati. Anche se può sembrare eccessivamente contabilistico, suggeriamo che il voto finale sia una somma di “punti” assegnati via via che gli studenti completano in tempo e nei termini prescritti le varie fasi del progetto, un po’ come le gare di regolarità in cui si viene penalizzati in vari punti prestabiliti della competizione e in cui la classifica finale è la somma di tanti risultati parziali.

 

 

Conclusione

 

Esistono dozzine di altre attività e esercizi cui si prestano i BB. Supponendo che non tutti gli studenti abbiano il computer o non siano collegati ad Internet, se la scuola ha anche un minimo laboratorio di informatica, i BB sono certamente più pratici che non il chat ed in alcuni casi anche l’email. L’insegnante può servirsene per sollecitare riscontri a quanto insegnato in classe o, se ne ha il coraggio, chiedere agli studenti se un certo compito in classe era troppo difficile (capita anche a noi insegnanti di sbagliare misura di tanto in tanto, e riconoscerlo, nei modi appropriati, consolida la fiducia degli studenti che il loro insegnante è un essere ragionevole). L’attività “Il professore risponde” presentato nella sezione chat può essere ripetuto nel BB con risultati ancora migliori in quanto le risposte rimangono disponibili anche a distanza di tempo.

 

Consigliamo che oltre ad un BB “ufficiale” per le comunicazioni tra insegnante e studenti, la classe ne realizzi un secondo informale, nel quale gli studenti si possono incontrare per chiedersi aiuto a vicenda, porre quesiti e scambiarsi informazioni. Se le circostanze lo permettono, i BB possono fungere anche da crogiolo in cui si formano le idee grezze che possono poi diventare reali proposte per progetti. Una volta che la tecnologia diventa parte dell’esperienza corrente, è opportuno infatti lasciare che sia la fantasia degli studenti a guidarne l’uso. Dopotutto nessuno si aspetta più che l’insegnante “sappia tutto”. In una dimensione di apprendimento in cui lo studente si assume una parte sempre più notevole di responsabilità, ben vengano le idee che attribuiscono un valore crescente al ruolo della motivazione nello studio.

 

NOTE

1. Una pietra sopra, p. 123. Milano, Arnoldo Mondadori, 1995.